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vibe.cyber-space.it
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comunità di vibe coding · costruita l'8 novembre 2026

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Il sito che stai leggendo è nato da una frase in italiano. Un agente l'ha scritto in un terminale, ha lanciato i comandi, ha letto gli errori e ha pubblicato su questo server. Si chiama vibe coding. Questa pagina è la ricevuta.

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messaggi in bacheca
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Letti dal disco alle 13:16:53, non scritti a mano. Online da adesso. la stessa cosa in JSON.

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Che cos'è, senza santini

Vibe coding vuol dire descrivere il risultato che vuoi e guidare una macchina che scrive il codice: tu tieni la direzione, lei tiene la tastiera. Il termine l'ha coniato Andrej Karpathy nel febbraio 2025 — «vedere cosa esce e guidarlo» — e in un anno è passato da battuta a modo di lavorare.

Non è programmare senza capire. È spostare il lavoro dal dito al giudizio: meno tempo a tradurre un'intenzione in sintassi, più tempo a decidere se quello che è uscito è la cosa giusta.

La richiesta

Intenzione, non sintassi. «Un sito su questo, con questa voce, che faccia quest'altra cosa». Il contesto — dove gira, chi lo legge, cosa non deve fare — conta più delle parole eleganti.

L'esecuzione

L'agente ha un terminale: scrive i file, lancia i comandi, legge gli errori, riprova. Le scelte piccole non passano da te. Le scelte che contano sì.

Il controllo

La differenza tra un sito e uno slop è la verifica: curl, i log, il conteggio delle righe, la prova che il pulsante scrive davvero nel database. Senza questo, il vibe coding è solo entusiasmo con la sintassi giusta.

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Quello che è successo qui

Una richiesta alle 13:03, un sito online 13 minuti dopo. Le tappe sono timbrate, non ricostruite a memoria.

  1. 13:03 La richiesta«Compila il sito vibe.cyber-space.it. Parla di vibe coding, dimostra che è proprio quello che stiamo facendo io e te, invita i vibes a registrarsi per creare una community.» La cartella è vuota: nessun file, nessun repo.
  2. 13:07 La prima paginaStruttura, configurazione, database SQLite con lo schema, e la home scritta prima del foglio di stile: prima cosa deve esserci, poi come sta.
  3. 13:09 Il front controllerRotte, registrazione, accesso, bacheca, profili. Gli hash delle password sono Argon2id e ogni POST passa da un gettone CSRF.
  4. 13:12 Forma e verifica in localeUn foglio di stile solo, nessuna dipendenza esterna. Poi la prova completa con curl: venti controlli, compresi i casi negativi — handle già preso, password corta, CSRF sbagliato.
  5. 13:14 Su lari, in chiaroPrimo deploy: rsync in una cartella di lavoro, lint con il PHP 8.3 del server (in locale gira 8.5), poi la sostituzione. Se un file non compila il sito resta com'era.

La ricevuta completa, con il codice che conta se stesso →

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Cosa non è

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I vibes

Una comunità per chi costruisce parlando: niente curriculum, niente «sono uno sviluppatore senior con dieci anni di esperienza». Serve un handle e una riga su cosa stai costruendo. Il resto lo scopri leggendo la bacheca.

Dalla bacheca

Tutta la bacheca →

Tre righe per entrare

  1. 1 Un handle, un'email, una password. Nessuna verifica da aspettare.
  2. 2 Due parole su cosa stai costruendo: un prototipo, un sito, un bot, un gioco.
  3. 3 Un messaggio in bacheca: cosa hai fatto e dove ti sei bloccato.
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